Se la politica va di traverso... …Questo è uno di quei rarissimi casi in cui si finisce per non strozzarsi. E per fortuna, visto che perire per soffocamento non è certo una morte tra le più dolci. E così, pur essendo un organismo politico di traverso, cioè bipartisan, la commissione Attali sembra avere già le idee chiare e promette di riuscire a procedere a gamba tesa. Senza arrancare, senza fiato corto, con una falcata ampia e un passo lesto. In breve, è successo che Giuliano Amato, ex presidente del Consiglio socialista e fino a pochi mesi fa ministro del Governo Prodi, guiderà il trasversale laboratorio di idee fortemente voluto a Roma dal sindaco Gianni Alemanno, sulla falsariga di quel frizzante cantiere di proposte politiche bipartisan abilmente creato in Francia da Nicolas Sarkozy. E indovinate un po’ come si chiamerà? Commissione per promuovere lo sviluppo della Capitale. Sarà questo il nome dell'organismo che avrà una propria sede e due diversi gruppi di lavoro bipartisan (tra i nomi, si sentono quelli di Bassanini e Marzano). Lodevole il tentativo della destra, che ha così dimostrato coi fatti (e non soltanto a parole) di voler abbattere steccati ideologici e resistenze personalistiche, ma non solo. Anche di voler allargare davvero il proprio orizzonte di dialogo politico per favorire eventuali intese sul piano programmatico e favorire così al meglio la governabilità. E il Pd invece, col suo quartier generale, come ha reagito? Beh, neppure un sorriso a denti stretti. Ma una smorfia quasi di disgusto. Dai piani alti del Pd fanno sapere che la decisione di Amato è puramente personale e che il sindaco della Capitale sarebbe a corto di idee. Ma qualche mese fa, la sinistra non inneggiava al dialogo? In casa democrats sembrava essere scoppiata addirittura la “bipartisanite” acuta. Veltroni predicava l’apertura. Poi, quando finalmente il premier Berlusconi si è concesso, all’improvviso, le prove tecniche si sono arrestate. E rieccola la sinistra sguainare di nuovo l’arma ormai spuntata dell’antiberlusconismo. Viene da chiedersi: ma come, ora che finalmente sembrano essersi calmate le acque, si grida all’inciucio, si bolla come scandaloso un accordo bilaterale che garantirebbe finalmente di governare, di prendere delle decisioni importanti e necessarie per Roma e per l’intera Italia ? E stupisce che le critiche arrivino proprio dal Pd, e da Piero Fassino, ministro ombra degli Esteri, che in una lunga intervista sul Corriere della Sera confida a Maria Teresa Meli che “se il dialogo bipartisan è invocato per qualsiasi cosa si tramuta per forza in caricatura”. Che cosa succede? I conti non tornano. E se uno come Amato, personalità seria, decide di accettare, qualche motivo valido ci sarà. Macché. Fassino piuttosto lancia un allarme: “Un conto è perseguire l’intesa bipartisan sulle riforme costituzionali e istituzionali, perché è così in tutte le democrazie moderne, un conto è invocare la ricerca di un’intesa sulle grandi scelte di politica estera, come sta avvenendo in questi giorni sull’Ossezia, altra cosa, assai meno giustificata, è invocare l’intesa bipartisan su qualsiasi politica, da quella economica alla riforma dello Stato sociale, dalla politica della sicurezza alla riforma della giustizia, perché se si deve essere d’accordo su tutto, allora tanto vale proporre il governo di unità nazionale”. Probabilmente il Pd ha paura di uscirne ancora più fragile, ancora più instabile, ancora più claudicante. Intanto, la commissione Attali se ne frega e a zoppicare proprio non ci pensa nemmeno un po’. Una cosa è certa: se son rose fioriranno. E poi, nomen omen. Non a caso Attali è garanzia di creatività politica e istituzionale. Speriamo piuttosto che questa sua dote porti bene anche all’Italia e a Roma, dove proprio qualche giorno fa lo stesso Attali rilevava assenza di una vera “classe creativa”, uno dei tassi di natalità più bassi al mondo occidentale (44 pensionati su 100 attivi), investimento in tecnologie vecchie, tasso d’impiego tra i più bassi d’Europa. Le soluzioni al ristagno? Una seria politica di integrazione degli immigrati e l’innalzamento dell’età pensionabile. Temi bipartisan, appunto. Elena Orlando elyorl@tiscali.it http://stellamattutina.blogspot.com
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