Ostaggi dello Stato
Titolo bellissimo e appropriato. Per Ricolfi è lo Stato Massimo la causa del calo di produttività e della perdita di competitività del Paese che con il suo prelievo fiscale predatorio allontana ogni iniziativa in campo economico. “E’ lo Stato che ostacola in tutti i modi la crescita delle imprese, ora con la sua latitanza (giustizia, infrastrutture, energia) ora con la sua invadenza (adempimenti vessatori, imposte societarie altissime)”. E’ lo Stato che “finge di combattere l’evasione fiscale, ma in realtà, tassando e spendendo, sta soffocando l’economia e svuotando le tasche degli italiani”. E’ lo Stato che, “non volendo tagliare l’enorme fardello degli sprechi annidati nella spesa pubblica (80 miliardi di euro, secondo una stima prudente), impedisce quel completamento del Welfare di cui pure l’Italia, e in particolare le fasce più deboli della popolazione, avrebbero un disperato bisogno”. Tutti i maggiori istituti di ricerca internazionali ci guardano con preoccupazione. Per l’OCSE siamo il Paese industrializzato con il minore tasso di produttività e il Fondo Monetario Internazionale ci mette tra gli ultimi posti per crescita della zona euro. L’ISAE ci informa che in un solo anno è aumentato del 57% il numero di famiglie in difficoltà. L’Osservatorio del Nord Ovest, fondato e presieduto dallo stesso Ricolfi, denuncia una crescita drammatica dell’insicurezza degli italiani, paura per il futuro. I costi alla produzione sono al rialzo, a complicare il tutto è una moneta forte, in un quadro di globalizzazione economica. Di conseguenza crescono l’inflazione e i prezzi dei beni al consumo e come risultato questi ultimi cadono a picco: un vortice in cui l’economia si avvita su se stessa. A 150 anni dall’unità d’Italia, oltre un quarto del territorio nazionale è controllato dalla criminalità organizzata; anzi, possiamo affermare che, dal conflitto con lo Stato degli anni ’80 e inizio ’90, questa si è rafforzata. Basta pensare all’incredibile aumento della corruzione, alla complicità delle forze politiche che continuano a muoversi alla ricerca del consenso senza scrupoli, al ricatto dell’avversario, prova sono le intercettazioni dove tutti sono complici e vittime. Non a caso uniti a mettere il bavaglio alla Magistratura e alla stampa con un’apposita legge sulle intercettazioni. La politica continua a girare le spalle dal vero problema del Paese, la crescita economica. Questo dovrebbe essere il grande tema all’ordine del giorno del governo e delle forze di opposizioni; invece assistiamo impotenti alla propaganda e al solito teatrino di parte, per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica, complici i mass-media e il silenzio preoccupante degli intellettuali. Dove sono i liberali con la schiena dritta? Mentre il Paese affonda, molti affollano l’anticamera del Principe per raccogliere favori, altri si chiudono in un cupo silenzio. Il liberalismo spesso in Italia è stato codardo, occorre con forza rinnovarlo e riportarlo alla luce per quello che realmente è: la ricerca della verità. Luigi Tangredi Giovani Dubbiosi Napoli -Gli articoli e i contributi al sito non sono retribuiti. Tutte le collaborazioni sono prestate a titolo gratuito.
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